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Cavese, il tracollo all'orizzonte - Vertolomo: "Chiacchiere! Ad oggi nessuno ci ha mai contattato"

Il co presidente della Cavese raggiunto telefonicamente afferma: "Ferrero, Fariello, Pavone, sceicchi arabi  e quant'altro: chiacchiere, solamente chiacchiere! Niente di vero su tutto quello che fin'ora è stato scritto. Se non ci saranno acquirenti, faremo una convocazione dei soci e se non non si ricapitalizza la Cavese verrà messa in liquidazione, così come il codice civile dice"


Martedì, 26 mag 2015
Andrea Vertolomo, co presidente Cavese Calcio
CAVA DE’ TIRRENI - A tenere banco nella Valle Metelliana (come crediamo nel resto d’Italia) è il nuovo scandalo del calcio scommesse, bomba esplosa la settimana scorsa e che vede coinvolto squadre di Lega Pro e serie D. Una brutta faccenda che sta facendo passare quasi in secondo piano l’attuale situazione di precarietà della Cavese Calcio. Abbandonata dalla società a campionato in corso, infatti, a tutt’oggi non si conosce quale sia il futuro degli aquilotti. Tuttavia, nonostante la bufera del nuovo calciopoli, attraverso “radio portici” e giornali locali, ma soprattutto via web, negli ultimi giorni se ne sono sentite e scritte di tutti i colori sul futuro della Cavese Calcio. Si è parlato di una cordata cavese con D'Amico in testa alla guida societaria (voce peraltro già circolata a campionato ancora in corsa), poi di una cordata che vede impegnato in prima linea Antonio Fariello (ex presidente della vecchia Cavese di Della Monica) con Beppe Pavone in testa alla guida societaria. Poi si è anche parlato di un possibile interessamento di Ferrero. Addirittura ad inizio della settimana scorsa (e cmq prima della bomba del calcio scommesse) è tornato alla ribalta il nome di Mario Moxedano, (fosse stata voce fondata, io qui aggiungerei: “meno male che è stato arrestato prima”). Tante le parole scritte e circolate, dunque, ma in realtà l’unica certezza è che al momento nessuno ha telefonato o incontrato chicchessia della società o di quelli che di essa ne resta. Solo voci e/o illazioni di un popolo biancoblu che probabilmente si arrampica sugli specchi per non veder morire la propria squadra del cuore una seconda volta. 
A tal proposito abbiamo chiesto lumi al co presidente dell’abdicante società metelliana, Andrea Vertolomo, raggiunto telefonicamente domenica pomeriggio e che al momento rappresenta uno dei maggiori azionisti e l’unico interlocutore ufficiale della Cavese Calcio: “Chiacchiere, tutte chiacchiere – esordisce Vertolomo -  Ad oggi, noi che siamo gli organi ufficiali, in quanto rappresentiamo ancora la società, posso dire che di tutto quello che leggo sui giornali non c’è niente di vero e di fondato. Tutte notizie messe così in piazza, non lo so, forse a fini propagandistici, politici, personali o cos’altro, ma ad oggi di ufficiale e di certo, o comunque di scritto, non è arrivato perfettamente niente”. Presidente, intanto continuano a circolare diversi nomi di persone interessate a rilevare la Cavese: Fariello, Pavone. Ferrero... Lei smentisce qualsiasi trattativa? “Chi è sto Pavone, non lo conosco – sorride Vertolomo, che poi incalza e senza mezzi termini afferma – Leggo sui giornali di Ferrero, di arabi, sceicchi, Giordano, Pavone: ma chi è tutta sta gente? Io personalmente non ho fatto nessuna trattativa
con nessuno”. Questo lei lo afferma perché, a prescindere da tutto quello che è successo, qualsiasi interlocutore dovrebbe avere contatti con lei e/o con la società? “Per forza di cose ci deve chiamare, rappresentiamo ancora la società e siamo personaggi pubblici. Abbiamo il telefono a portata di mano, basta fare una telefonata e dire: sono un pinco pallino qualunque interessato alla Cavese. Allora c’incontriamo, dal commercialista o da un avvocato che esso sia, ci sediamo a tavola e ne parliamo. Ovviamente facendoci capire cosa vogliono fare e se ci sono le garanzie giuste per affrontare il discorso. Noi siamo a disposizione. Ma posso garantire che ad oggi, e lo ripeto, di reale non c’è stato mai niente”. 
Per capire di quale morte morire, allora, qualora non si materializzi nessuna trattativa, quale sarà il destino della Cavese? “La società farà una riunione dei soci, come ho sempre detto dal primo giorno, dove ci sarà all’interno di questa riunione o la ricapitalizzazione della società, oppure la messa in liquidazione. Molto semplice. Quello che dice il codice civile: i soci sono disposti a subentrare e/o ricapitalizzare quello che è la sorte minore della società? Perfetto, mettono mano alla tasca, mettono soldi veri sul tavolo e continuiamo ad andare avanti. Ma se non sussistono questi parametri la società sarà messa in liquidazione come dice il codice civile”. Tutt’altro che certo, allora, il futuro prossimo della Cavese? “Assolutamente, ripeto che fino a questo momento non ho ricevuto nessuna proposta di certo e di concreto. Dei soci chi è latente e chi non vuole saperne più niente. Adesso verrà fatta una convocazione ufficiale e chi dei soci vorrà mettere mano alla tasca per ricapitalizzare la società, bene, altrimenti si mette in liquidazione”.
Queste le affermazioni di Andrea Vertolomo sul futuro della Cavese che prima di congedarsi, però, in riferimento agli ultimi fatti del calcio scommesse ha voluto spendere una nota positiva sulla professionalità degli aquilotti, senza disdegnare di lanciare una frecciatina alla piazza e alla tifoseria. “Dal primo giorno ho sempre detto ai ragazzi che doveva essere fatto tutto alla luce del giorno e con la massima lealtà sportiva. Penso che su questo ne siamo usciti vincenti perché da quanto leggo ogni giorno sui giornali, sul piano sportivo possiamo dire di essere puliti. Certo è un peccato per i playoff, ma voglio aggiungere che in tal senso noi non abbiamo avuto aiuto da nessuno, nemmeno dagli stessi cavesi. I danni causati dai tifosi con squalifiche del campo e ammende per lo scoppio di petardi, certamente non sono stati d’aiuto. Ma questo è un fatto che si ripete da almeno un decennio, non centra Vertolomo o Monorchio. Lo si è fatto con Della Monica, con Fariello, con Manna ecc. E’ un fatto di cultura e modi di una frangia di tifosi. Per quanto riguarda la piazza, invece, altrettanto non ci ha mai aiutato, sia a livello di amministrazione comunale che da parte dei grandi imprenditori. Siamo venuti a Cava un anno fa e costretti a salvare la Cavese alle tre di notte, promettendoci chissà quali aiuti e sponsorizzazioni, ma non abbiamo avuto un solo euro dai grandi imprenditori, che si sono tirati tutti indietro. Anzi, posso dire che qualche minimo aiuto lo abbiamo ricevuto dai piccoli imprenditori”.
Si chiude qui la lunga chiacchierata con Andrea Vertolomo, il quale è stato molto eloquente su quello che calcisticamente si prospetta nella valle metelliana. Tutt’altro che certo il futuro della Cavese, che rischia di scomparire per la seconda volta nel giro di quattro anni. Tuttavia, acclarata la puerilità dimostrata dalla tifoseria in corso d'opera con lanci di petardi e quant’altro, ma accertata anche la latitanza di classe imprenditoriale e amministrazione comunale, vale la pena sottolineare che qualora ci fosse uno spiraglio di luce è necessario innanzitutto una inversione di tendenza e un cambio di mentalità da parte di tutto l'ambiente metelliano. Questo prima ancora di parlare di futuro!

Nello Bisogno

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