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CAVESE, rabbia ed insicurezza regnano in casa biancoblù: incerto il futuro degli aquilotti

I blufoncè potrebbero anche decidere di non scendere più in campo - Mister Chietti: "Non c'è un clima sereno e magari possono succedere cose che non fanno bene al calcio. Purtroppo questa è l'unica arma a disposizione dei calciatori, che vivono di calcio ed hanno responsabilità verso le famiglie!





Martedì, 25 mar 2014

CAVA DE’ TIRRENI -  Sono passati poco più di 15 giorni, da quando il "presidente" Manna ha deciso di abbandonare la nave biancoblu, ed ancora non sono arrivati segnali riguardo alle conclusioni che decideranno il futuro della Cavese, ad oggi con un panorama tutt'altro che roseo. Ma, mettendo per un attimo la situazione societaria da parte e provando a parlare di calcio giocato, si fa per dire, la Cavese (domenica ferma ai box dato l'esclusione dal torneo del Ragausa, avversario di turno degli aquilotti per la 28^ giornata) ha potuto tirare una boccata d'ossigeno incamerando a tavolino i tre punti, come previsto dal regolamento,  della gara che si sarebbe dovuto giocare contro i ragusani raggiungendo, così, quota 45 punti che, in una situazione normale, dovrebbe essere sufficiente per la salvezza. Dato l'attuale situazione societaria, infatti, il condizionale è d'obbligo e la Cavese non può definirsi effettivamente salva. Le vertenze non pagate dalla società costeranno agli aquilotti un bel pò  di punti di penalizzazione (da 7 a 9) che non si sa, quando saranno applicati; tutto dipende dai tempi e dall'iter burocratico, ma almeno 4 potrebbero essere applicati prima della fine del campionato in corso. Gli aquilotti, intanto, dopo la disfatta di Capo d'Orlando e non prima di aver avuto un colloquio con Manna, mercoledì scorso ad Arzano, hanno ripreso ad allenarsi giovedì mattina per prepararsi alla prossima gara, che dovrebbero giocare  in trasferta contro il Noto; anche in questo caso il condizionale è d'obbligo. Proprio a causa dell'attuale situazione societaria, infatti, la trasferta potrebbe essere a rischio, così come anche le prossime gare. Ad ogni modo, a tal proposito ed in virtù della nuova classifica, abbiamo intervistato mister Chietti che, nella settimana che precede la sfida con il Noto, ci ha delucidato sull’attuale situazione in cui versa la Cavese.

Mister Chietti, domenica c’è stato questo stop forzato per la sua squadra che gli ha consentito, quanto meno, di tirare una boccata d’ossigeno per quanto riguarda la classifica, anche se questo non cambia l’attuale situazione, che al momento non è delle migliori:

 “Si, abbiamo anche visto che gli altri risultati della giornata sono stati, tra virgolette, a noi favorevoli; ci hanno consentito di scavalcare la Gioese e di stare sempre a ridosso delle prime, come del resto è stato sempre il nostro campionato. Ovviamente parlo del calcio giocato e di quello che abbiamo dimostrato fino adesso. E’ un peccato, perché in una situazione normale, com’era fino a qualche mese fa, potevamo giocarci le nostre carte fino alla fine. Purtroppo siamo qui, nell'attesa che si risolvono tutte le situazioni e le vicissitudini degli ultimi giorni e ci prepariamo per le partite, però non è facile prepararsi in questa situazione”.

In questi giorni, attraverso” radio portici”, è circolata voce che i giocatori potrebbero anche decidere di non scendere giù in Sicilia per giocare la partita contro il Noto, estendendo tale decisione anche per qualche partita successiva. Lei mister, cosa ci può dire a tal proposito?   


“A proposito non posso dire nulla, ma è normale che non c’è un clima sereno e magari, poi, succedono cose che non fanno bene al calcio. Purtroppo è l’unica arma che i giocatori hanno a disposizione, perché questi vivono di calcio e ognuno ha le proprie responsabilità fuori del campo e verso le famiglie e la vita che conducono. E’ normale che, sapendo di una situazione del genere, i giocatori si sentano abbandonati, però aspettiamo gli eventi e speriamo che avvenga qualcosa e che si riesca a mantenere la squadra, non dico come prima, ma almeno quel tanto per affrontare queste ultime partite che ci rimangono e giocarci sul campo le nostre carte, magari in un clima più sereno o, quanto meno, con più certezze, perché qua il problema è che non ci sono sicurezze e stiamo ad aspettare sempre quello che succederà. Come ben tu sai, nel calcio bisogna avere delle sicurezze, altrimenti non puoi chiedere ai calciatori di dare il massimo, quando poi, a livello societario sicurezze non ne hanno”.

La squadra si allena regolarmente e, qualora si decidesse di giocare questa difficile gara contro il Noto, con quale spirito i calciatori affrontano questa settimana d’allenamenti?

“Mah, con quale spirito non ti so dire; purtroppo le cose cambiano giorno per giorno e qualche notizia ti arriva sempre, ma in maniera non ufficiale. Si sa che si stanno facendo delle trattative, ma non sappiamo un gran che. Ti torno a ripetere, non è facile preparare le partite, quando non si hanno certezze da parte della società, però io sono convinto che questa è una squadra composta d’uomini e da professionisti, per questo faremo il massimo per scendere in campo e giocare sul manto erboso le partite restanti”.

In ogni caso, qualora la situazione societaria debba appianarsi, la Cavese, anche se matematicamente sembra aver raggiunto la salvezza, teoricamente ora deve fare più punti possibili, anche in virtù delle penalizzazioni che, con certezza (purtroppo l’unica) arriveranno, e potrebbero essere conteggiate nel campionato in corso:

“Questo non lo so, io egoisticamente spero che arrivino nell’altro campionato, ma per un semplice fatto che la squadra non lo merita e perchè si sta buttando all’aria un campionato, secondo me, fatto alla grande ed oltre ogni aspettativa. Fino a qualche settimana fa la squadra ha condotto un ottimo torneo e questo sarebbe un vero peccato.  Vediamo quel che succede ed aspettiamo la fine del campionato, poi tireremo le somme”.

Già, alla fine tireremo le somme, ma intanto i biancoblu, che nel bel mezzo del caos generale oggi riprendono la preparazione, dopo l'abbandono del loro presidente e, a quanto emerso, dopo la volontà di quest'ultimo a voler corrispondere solo l'ultimo stipendio (quello di febbraio),   a giusta causa potrebbero anche decidere di non scendere più in campo arrivando, così, in anticipo alla risoluzione del caso:  radiazione e fallimento anticipato, visto che questo sembra il destino deciso da Salvatore Manna.


Nello Bisogno 

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