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CAVESE, quando "Davide diventa Golia": Gli aquilotti mettono paura ai biancoscudati del Savoia

I metelliani hanno dimostrato di non essere inferiori alla corazzata del girone - Ieri ripresa della preparazione al "Desiderio"; fermi ai box Borrelli e Cosmo Palumbo per infortunio




Mercoledì, 09 ott 2013

CAVA DE' TIRRENI - In una giornata di sport in cui gli unici vincitori sono stati gli organi competenti che hanno vietato la trasferta ai tifosi metelliani, (il calcio l'unico perdente), la sesta giornata del girone I di serie D proponeva, al "Giraud" di Torre Annunziata, il derby campano Savoia-Cavese. Una sfida che si poteva definire come quella di "Davide (la Cavese) contro Golia (il Savoia)", quasi proibitiva per gli aquilotti. Un Savoia che, dopo la faraonica campagna acquisti effettuata in estate, schierava in campo una vera corazzata con i vari Maiellaro, Tiscione, Scarpa, Del Sorbo e chi più ne ha più ne metta, contro una Cavese "operaia" con tanti giovani promettenti guidati dal supersonico capitan De Rosa. Ebbene, con un inversione dei ruoli la Cavese si trasforma in Golia e mette paura al più quotato Savoia che vede lo spettro della prima sconfitta, ma con l'aiuto della Dea Bendata (e forse dell'arbitro) riesce a strappare i tre punti ai metelliani che, beffati dopo la prestazione offerta, escono a testa alta e come i veri vincitori del "Giraud", soprattutto in virtù del divario tecnico e di uomini fra le due compagini in campo. Sereno e soddisfatto il team biancoblù, certo non per il magro bottino, ma per la brillante e spettacolare partita offerta da tutti gli uomini schierati da mister Chietti, che nell'immediato dopo partita ha così esordito: 

"Abbiamo giocato una grande partita mettendo paura al ...
Savoia fino al 95'. Resta il rammarico per la sconfitta, ma io voglio elogiare i miei ragazzi, dal primo all'ultimo, che sono stati perfetti ed esemplari. Come col Torrecuso abbiamo giocato bene e perso, ma credo che i due rigori fossero inesistenti e non ci è stato fischiato un fallo di mani in una mischia in area. Sulla traversa di De Rosa, poi, la palla m'è sembrata cadere dentro, ma ripeto, va bene così e accettiamo il verdetto del campo". 

Una Cavese perfetta, quella del "Giraud", a cui è mancato solo il risultato. Ha sciorinato un ottimo calcio e ha mostrato di avere in rosa dei veri gioiellini, che non fanno certo rimpiangere la mancanza di colleghi più esperti e/o di fenomeni; ragazzi di ottime qualità che mostrano tutti grande professionalità e attacamento alla maglia, vedi i vari Russo, Lamberti, De Caro ecc. o il giovane numero uno De Luca, oggi uno fra i portieri under più quotati della serie D e appetito già da molti club importanti. Tornando al campionato, ed archiviata anche la sesta giornata contro la corazzata Savoia, la Cavese torna a casa consapevole che può dire la sua in un torneo lungo e insidioso dove tutto è dato per scontato e nulla per sicuro, anche se l'obbiettivo primario resta la salvezza. Sei punti sembrano tanti da raggiungere, ma la gara del "Giraud" ha dimostrato che nessuno è perfetto o insuperabile e prima o poi gli oplontini dovranno pur frenare. Domenica prossima un'altra difficile trasferta attende gli aquilotti, ma dopo la gara di Torre Annunziata, siamo certi, come sempre venderanno cara la pelle e suderanno le proverbiali sette camicie per onorare la gloriosa casacca blufoncè. Ieri pomeriggio, intanto, la Cavese ha ripreso la preparazione al "Desiderio" in vista della prossima trasferta di Reggio Calabria; tutti presenti, o quasi, all'appello gli aquilotti, fermi ai box i soli Borrelli e Cosmo Palumbo alle prese con probblemi muscolari.


Nello Bisogno

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